Sofferenza amorosa psichicamente sana

Tutti vogliono essere liberati dal male, sia fisico che psichico, il dolore che percepiamo nel nostro corpo ma anche, per empatia, il dolore degli altri che amiamo o pensiamo di amare. Nessuno vuole stare male “dentro”, tutti vogliamo essere sereni e la serenità delle persone a cui vogliamo bene incide sul nostro stato d’animo. Lo stato delle cose sembra suggerirci che la Bontà di Dio stia dalla nostra parte e il suo Amore ci verrà incontro per non farci soffrire nel corpo e nella psiche e di conseguenza non farà soffrire o morire le persone che amiamo. La croce e la sofferenza sarebbe una disgrazia esistenziale e sarebbe da bandire dalla terra. A questo punto, dovendo negare il valore salvifico della Croce di Gesù e della nostra croce unita alla sua e ci troveremmo in accordo con l’Accusatore di Dio, il padre della Menzogna, l’omicida fin da principio. Dio Padre sarebbe stato crudele nel permettere la morte in croce del Figlio unigenito. La sofferenza degli uomini, e soprattutto la nostra sofferenza personale, sarebbe una crudeltà divina. Per gli “amici” del diavolo sarebbe Dio l’origine del male… se Dio fosse stato buono sarebbe intervenuto per salvare il Figlio dalla Croce e soprattutto toglierebbe la sofferenza dalla vita terrena. Dunque il “dio buono”, secondo costoro, dovrebbe preoccuparsi di togliere la sofferenza e la croce dal mondo affichè tutti possano godersi la vita in “santa pace”. Il falso dio di costoro dovrebbe essere così “buono” togliere anche di mezzo anche tutti coloro che ci rendono infelici e che volontariamente o involontariamete ci fanno soffrire. Questo modo di pensare è “anticristico” per diversi motivi. In primo luogo Dio è Amore che non si impone sugli altri, perchè li ama e li ha creati a sua immagine e somiglilanza. Ci ha creati liberi e non ci obbliga ad amare se non lo vogliamo. In secondo luogo il vero amore si misura nel donare se stessi agli altri, anche quando questo richiede un prezzo di sofferenza interiore e fisica. Più l’amore è grande e più si è disposti a pagare un prezzo alto. La promessa cristiana del Paradiso oltre questa vita terrena non è una promessa senza prezzo: Dio stesso, facendosi carne nel grembo della Vergine Maria, ha perseverato nell’Amore fino a dare la vita per noi, fino a morire in croce per perdere su di sè il male morale del mondo, per sconfiggere il peccato e la morte e con essi il potere del diavolo sulla fragilità e cecità degli uomini. Come una calamita, Gesù Cristo vero Dio e vero uomo, ha attirato a sè tutto il male degli uomini e dell’Uomo, mettendosi al posto del peccatore, Lui che è senza peccato e che è venuto per perdonare i peccatori. La sua umiltà e la sua forza nell’amare ha ribaltato il nostro destino… Egli, soffrendo per amore, ci offre il perdono dei nostri peccati che hanno alla radice l’incapacità di amare. Ovvero siamo esperti nell’amare noi stessi e i nostri interessi, ma non usciamo dall’egoismo e dall’egocenrismo. Solo l’Amore gratuito di Dio, vissuto come uomo sulla terra e sulla croce, poteva abbattere il muro dell’egoismo umano celato nel cuore di ogni uomo dopo il peccato originale. Soffire non significa amare, perchè molti soffrono senza saper amare, ma amare veramente chiede di saper soffrire per il bene. Il male morale è vinto dal Bene attraverso l’Amore.

Da queste brevi considerazioni risulta indispensabile distinguere il male psicologico/fisico dal male morale. Non tutto ciò che ci fa soffrire è male. Il bene richiede sacrificio e talvolta la capacità di farsi carico delle sofferenze o dei problemi degli altri che ci causano disagi e sofferenze. L’amore di Gesù si spinge ancora oltre e ci invita a seguirlo nell’amare i nemici per riversare nei loro cuori “carboni ardenti di misericordia”.

Se non distinguiamo il male psichico dal male spirituale tutto si attorciglia e si confonde. Il Dio misericordioso e amore senza limiti è dipinto come un dio crudele e il diavolo diventa il difensore dell’egoismo umano.

Una risposta a “Sofferenza amorosa psichicamente sana”

  1. grazie, avevo bisogno di capire e me lo hai espresso in maniera meravigliosa e semplice. Giorgio

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